Il valore delle cose – 3

Pelle |  Si, gli edifici hanno una pelle. Su questo argomento sono stati scritti libri e fatte numerose riflessioni. I punti di vista sono molteplici e sono stati esposti da studiosi: molti sono solo teorie, alcuni fanno i conti con la pratica. Espongo il mio punto di vista, sulla scorta della (poca) esperienza che ho fin qui accumulato. Vorrei parlare in modo specifico di intonaco, ovvero quello strato di pochi centimetri (in realtà sono più strati sovrapposti), che ricopre le murature che poi tinteggiamo come meglio crediamo. Occupandomi anche di restauro di beni culturali sottoposti a vincolo, mi imbatto quotidianamente con intonaci di valore, in quanto la loro superficie è affrescata (con rappresentazioni sacre) o decorata (con motivi geometrici, floreali, architettonici, ecc.). In questo caso è indubbio che la superficie è ricca di valore artistico ed il suo recupero è fondamentale. Ha valore però anche il supporto dell’affresco, ovvero l’intonaco. Si tratta di materia che risale a tempi antichi, realizzata con tecniche e materiali propri dell’epoca e dei luoghi. Non ce ne rendiamo conto, ma spesso la sabbia dell’impasto è stata prelevata dal luogo in cui è stata edificato l’edificio. Quell’intonaco è testimonianza della storia e della cultura del saper fare dei luoghi e delle persone. La sua osservazione ed analisi approfondita può dare informazioni importanti sulla storia del bene in esame. Procedendo poi con le analisi chimico-fisiche di alcuni campioni, è possibile approfondire ancora di più tale conoscenza.

Strato di sacrificio | Per chi abita in un centro storico, in un edificio antico, oppure in una storica cascina e vede che l’intonaco si sgretola, perde consistenza e addirittura crolla, pensa immediatamente alla sua rimozione ed al suo rifacimento completo con materiali moderni e più resistenti. Attenzione però. Quell’antico intonaco potrebbe risalire alla stessa epoca dell’intonaco della chiesa vicina e, quindi, potrebbe essere stato realizzato nello stesso modo (stesse tecniche e materie prime) e magari dallo stesso lavoratore! Qual’è quindi la differenza fra queste due pelli? quella della chiesa ospita una decorazione e, quindi, ha una valenza artistica e storica. Quello dell’abitazione ha solo (solo?) una valenza storica ed il suo compito è quello puramente di proteggere le murature dagli agenti atmosferici e quindi preservare la salubrità delle strutture. Tuttavia, interpretare questa pelle come elemento che può essere sacrificato è rischioso: la sua perdita, cancella definitivamente un pezzo di storia. Sembra banale ma, secondo me, cancella un pezzo di storia importante.

Stratificazioni | Un ulteriore aspetto degli intonaci, è che nel corso dei secoli le pelli possono aver subito integrazioni e sovrapposizioni di strati. Le indagini stratigrafiche portano spesso alla luce una successione di interventi che danno conto della storia. Che si tratti di una chiesa o di una cascina antica, queste informazioni sono preziose in quanto “raccontano” gli eventi. E’ il valore storico ad emergere. Capita poi che in alcune chiese, nel corso del ‘900, strati di tinteggiature giallastre, ricoprano interi cicli decorativi. Non si mai bene perché qualcuno, un giorno, ha deciso di “dare una bella rinfrescata alla pareti” andando a nascondere gli affreschi.

 

La differenza | Perché questo post? con questo breve intervento, spero di far comprendere meglio ai non addetti ai lavori (… e non solo) che la conservazione apporta quasi certamente dei costi maggiori, ma la perdita di un pezzo di storia vale altrettanto? Chiudo con questa domanda, sperando che chi vuole realizzare interventi di ristrutturazione, ci pensi 2, 3, 4 volte prima  di demolire ad occhi chiusi. La soluzione non sta ne da una parte, ne dall’altra. Sono due estremi che si scontrano fra le esigenze, i costi, la salvaguardia del patrimonio, la storia. Ci sono numerose vie di mezzo, che vanno valutate caso per caso e che consentono di trovare il giusto equilibrio fra tutti fattori in campo. La bellezza dei nostri centri storici, degli edifici anonimi sparsi sul territorio ma ricchi del fascino della storia, è fatta anche di questa pelle.

PS | No, questa è la chiusura del post. Attenzione …. rifare completamente un intonaco con nuovi materiali, dargli il tocco “antichizzato” per riportare all’antico splendore, non è un’azione conservativa. L’antico splendore non esiste!!! Se un intonaco è nuovo, non può avere valenze antiche o originali. E’ un’altra cosa e nulla ha a che fare con la storia, con il passato, con l’origine del fabbricato.